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Amt, primi indagati. L’inchiesta sui bilanci si intreccia con lo scontro politico. Terrile: «La destra ha lanciato l’azienda da un grattacielo, noi cerchiamo di salvarla»

L’inchiesta è partita a novembre dopo articoli e contestazioni del nuovo consiglio di amministrazione all’ex presidente, poi licenziata. In aula il vicesindaco Terrile: «I problemi ci sono, i disservizi ci saranno ancora per settimane, ma non sono cominciati ora». Ad aprile 2025 (quindi ancora con la giunta di centrodestra) si registrava, ha dichiarato, un taglio delle corse superiore dell’814% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

La crisi di Azienda Mobilità e Trasporti non è più solo una voragine di conti, corse tagliate e manutenzioni rinviate: adesso si incrocia apertamente con il lavoro della magistratura. Nel fascicolo sul dissesto dell’azienda genovese – su cui grava un debito complessivo indicato in oltre 200 milioni di euro – ci sarebbero i primi indagati per falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. Si tratta, al momento, di iscrizioni preliminari su cui la procura mantiene “il massimo riserbo”.

Secondo quanto ricostruito, l’inchiesta del pubblico ministero Marcello Maresca e del procuratore capo Nicola Piacente sarebbe partita a novembre, dopo i primi articoli comparsi sulla stampa e dopo le contestazioni formulate dal nuovo consiglio di amministrazione nei confronti dell’ex presidente Ilaria Gavuglio, contestazioni che hanno poi portato al suo licenziamento.

La relazione del Comune e il passaggio in Procura e alla Corte dei conti

Nel percorso entra anche Palazzo Tursi. Il Comune, infatti, avrebbe presentato il 29 novembre una relazione dettagliata – firmata dalla sindaca Silvia Salis – con la ricostruzione degli elementi ritenuti anomali nella gestione del precedente consiglio di amministrazione (dimessosi a fine luglio). La relazione sarebbe stata portata in Procura dal vicesindaco Alessandro Terrile e dal segretario generale Pasquale Criscuolo. Le stesse carte sarebbero state trasmesse anche alla Corte dei conti, in una mossa che viene letta come scelta di tutela istituzionale per evitare che un’eventuale “inerzia” potesse aggravare la posizione dell’ente.

Sul fronte investigativo, gli accertamenti della guardia di Finanza – secondo quanto emerge – si concentrerebbero sul bilancio 2023, l’ultimo approvato. E c’è un dettaglio tecnico non secondario: l’ipotesi di bancarotta fraudolenta potrebbe venire meno se l’azienda non dovesse essere dichiarata fallita, mentre resterebbe comunque in piedi l’ipotesi di falso in bilancio.

“È come chi si lancia da un grattacielo”: l’intervento di Terrile in aula

È dentro questo quadro – contabile, politico e ora anche giudiziario – che si inserisce l’intervento fiume del vicesindaco Alessandro Terrile, che in consiglio comunale ha scelto toni durissimi per respingere l’idea che la crisi di AMT possa essere “cancellata” con un atto d’aula.

“Abbiamo sottolineato in ogni sede quanto sia importante che affluiscano denari pubblici al sistema di trasporto pubblico locale e in particolare alla nostra azienda”, ha detto, rivendicando che AMT è la più grande azienda del trasporto pubblico locale in Liguria e che “i problemi sono noti”. Poi l’affondo: “Sarebbe bello che fosse sufficiente un emendamento a un ordine del giorno… Purtroppo non basta”.

Terrile mette subito in chiaro un punto che, politicamente, pesa: i disservizi non vengono negati. Anzi. “Non abbiamo difficoltà ad ammettere che oggi i disservizi ci sono e ci saranno ancora per diverse settimane”.

Il dato choc sulle corse: “taglio dell’814%”

Per respingere la narrazione secondo cui “prima il servizio non aveva problemi”, il vicesindaco cita un numero destinato a far discutere: ad aprile 2025, afferma, si registrava un taglio delle corse superiore dell’814% rispetto ad aprile dell’anno precedente. Un dato che usa come prova del fatto che la crisi operativa non nasce ieri.

Bilanci, “poste inventate” e sanzioni incassate per un decimo

Il cuore dell’accusa politica – e il punto che oggi si intreccia inevitabilmente con il lavoro della Procura – riguarda la gestione contabile. Terrile sostiene che si siano chiusi bilanci “in pareggio” ricorrendo a poste che poi non hanno retto alla prova degli incassi.

Cita i “12 milioni e 3” che, a suo dire, avrebbero contribuito a far quadrare il bilancio 2023 ma sarebbero arrivati solo a settembre 2025. E insiste sul capitolo sanzioni: “22 milioni di sanzioni con un valore netto di 8 milioni”, ma nel 2024 – sostiene – di quegli 8 milioni sarebbe stato incassato “800 mila euro”. Il messaggio, in aula, è tranchant: “Siamo tutti capaci a chiudere dei bilanci in pareggio, inventandoci delle poste”.

“Non si compravano gli pneumatici, si discuteva sulle assicurazioni”

Dalla contabilità Terrile passa alla quotidianità aziendale: parla di momenti in cui AMT non sarebbe riuscita a comprare neppure gli pneumatici e della difficoltà di pagare le assicurazioni, sostenendo che nei verbali del consiglio di amministrazione si discuterebbe perfino se rinviare i pagamenti delle polizze.

Qui respinge anche l’accusa secondo cui “fare chiarezza” avrebbe danneggiato l’azienda davanti a banche e fornitori: AMT, ribadisce, è una società totalmente pubblica e non si può far finta di nulla davanti a segnali di crisi.

Debito: “da 42 milioni a oltre 200”

Terrile traccia poi un confronto storico: quando il centrosinistra lasciò la città nel 2017, afferma, AMT aveva 42 milioni di debito; oggi parla di debiti superiori a 300 milioni includendo anche le infrastrutture, e di un monte debiti (banche più fornitori) “superiore purtroppo a 200 milioni”.

Rivendica inoltre che l’attuale amministrazione avrebbe messo “23 milioni in più in sei mesi” rispetto allo stanziamento ordinario, sostenendo che se in passato si fosse intervenuti con la stessa intensità, oggi non ci sarebbe una situazione “drammatica”.

“Non confondiamo il problema con la cura”

Il punto finale è quasi un avvertimento: “Non confondiamo il problema con la cura”. La crisi, dice, non l’ha creata l’attuale amministrazione; l’obiettivo ora è evitare l’impatto al suolo. Ed è qui che torna la metafora che ha segnato l’intervento: “È come quando uno si lancia da un grattacielo… l’avete lanciato voi dal grattacielo”.

In sintesi: mentre sul piano giudiziario si apre la fase delle prime iscrizioni per reati legati ai bilanci e alla gestione, sul piano politico Terrile chiede di smettere con gli atti “simbolici” e di affrontare la crisi per quello che è: un buco da riempire con risorse reali e scelte strutturali, non con slogan.


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